A Leiden hanno avuto la bizzarra idea di decorare i muri delle casette seicentesche con i versi, in lingua originale, dei più importanti poeti e romanzieri di tutto il mondo. Alcuni nomi: Derek Wallcott, Jorge Luis Borges, Wislawa Szymborska, William Shakespeare, Paul Verlaine, Sappho, Arthur Rimbaud, Horatius, William Carlos Williams, Pablo Neruda, John Keats, Rainer Maria Rilke, Octavio Paz, Paul Celan, Guillame Apollinaire, Ingeborg Bachmann, Charles Baudelaire, Alexander Blok, Ernest Hemingway, Charles Montesquieu, Ezra Pound, Garcia Lorca.
E gli italiani? Niente paura: sono addirittura 4. In Pellikaanstraat c’è “Treno in corsa” di Cesare Simonetti. In Hoge Rijndijk 8 ancora merda futurista con “Zang-Tumb-Tumb” di Filippo Tommaso Marinetti. In Oude Rijn 138 ci si riprende un po’ con “Non chiederci” di Eugenio Montale. In Vrouwenkerkplein 1, ecco infine quest’altra cosa.