“ Ora, suo padre non era un professore di semiologia, era solo un pregiudicato palermitano, e si fa a presto a dire che certe cose vanno risolte con il dialogo, ma se sei un pregiudicato palermitano incapace delle parole forse – non dico una coltellata – ma almeno cinque dita stampate sulla faccia ti vengono come minimo naturali. ”
ma come minimo, proprio (via catepol)
Io invece non capisco perchè ai gay non venga mai in mente di pestarli loro i genitori.
Non dico di accoltellarli, eh, ma ci sono parole, e parlo per esperienza pluriennale, che un genitore omofobo lo possono ridurre in cenere.
Certo, chiedere a un gay di tirare fuori le palle è sempre un azzardo e conosco molti gay che, come dei cani fedeli, piuttosto che imparare ad odiare i genitori, piuttosto che difendere la propria dignità, piuttosto che smetterla di ricercare un amore che hanno già perso proprio perchè sono gay, accettano in silenzio o fingono anche a 60 anni di essere “uomini soli” o magari Don Giovanni, e solo all’idea di rivelare questa parte così importante della loro affettività tremano come bambini.
Poi la Carfagna ce la meritiamo tutta.
(via hardcorejudas)
questa riflessione (di rafaeli) ben spiega perché mi sta sul cazzo la maggioranza degli italiani che vive qui