La Grandezza di Plural
Plural è, diciamo così, un cretino. Plural si guarda intorno (si guarda per modo di dire, perché è cieco), e ridacchia con discrezione, fra sé e sé. Plural, diciamo, fa tutto fra sé e sé, si è sufficiente come pubblico, si fa delle domande e si risponde da solo - se non si risponde è perché non sa. Non si preoccupa di non sapere, non ci pensa minimamente a elaborare, lui sbotta verità, gli scoppiettano in mano (le verità), oppure gli saltano in mano - avete presente un uomo che gioca soprappensiero con una pallina, e se la fa rimbalzare in mano? la pallina è quella specie di verità, la verità di Plural, una verità che “non sappiamo che farcene” (per Plural non si tratterà di una pallina, ma più probabilmente di un uovo, giacché tutte le verità, per Plural, hanno in qualche modo a che fare col pollame).
Untitled io
su Train di Pete Dexter