La metamorfosi

You must realise there's no return, Gregor .
Il solito Borges. Metterei la citazione esatta, ma ho prestato Finzioni (il libro, non la rivista) a un mio amico. “In Pierre Menard, autore del Don Chisciotte, lo scrittore argentino mette in scena uno scrittore moderno così innamorato dell’hidalgo da volerne riscrivere riga per riga la vicenda. Ma, attenzione: non intende copiare il Don Chisciotte, bensì giungere ad una tale simbiosi psicologica con Cervantes da poter riedificare l’edificio di Don Chisciotte, dopo averlo ‘rivissuto’ riga per riga dentro di sé. Ed ecco che il nostro scrittore va a studiare a Salamanca, approfondisce l’Aristotele mediato dagli Arabi, si impratichisce nella “teoria degli umori” comune alla fisiologia controriformistica. Mangia e dorme come Cervantes; si sottopone ad una battaglia navale, subisce la mutilazione di un braccio. Infine, viene incarcerato per debiti. Uscito di galera, scrive il Don Chisciotte. Borges pone a confronto la prima pagina di Menard e quella di Cervantes. Sono identiche”. il punto non c’è. (è bello tutto il pezzo) (via phonkmeister)

konrad:

Merry Christmas

Chiacchiere e malafede

seia:

Rispondo anche qui, ai commenti sul blog di Davide che ha ripreso le mie parole in questo reblog di un video sull’aggressione a Berlusconi, perché sia chiaro il mio pensiero e perché ribadire certi concetti non fa mai male e perchè ne ho davvero piene le palle di questa gente che vota un uomo che probabilmente starebbe in galera se fossimo un paese civile, ma poi fa la morale agli altri.

“Interpretare le mie parole rintracciandovi dell’imbarazzo è una esegesi assolutamente fuorviante e priva di fondamento. In quello scambio di battute ma soprattutto nei nostri silenzi, io e mio padre eravamo euforici - di quell’euforia che dà il pensiero di potersi liberare di un pericolo e di un male -; poi tristi per l’idea che quel male può essere estirpato probabilmente solo con la morte di una persona, la quale non mostra in altro modo di volersene andare e di non comprendere quanto ridicolo, ignobile, infame, illegale sia il suo comportamento e il suo modo di sfruttare la res publica per i suoi scopi e i suoi interessi privatissimi. Infine di rabbia, per l’escalation a cui ci hanno condotto 15 anni di presenza di questo signore sulle scene politiche del nostro paese: senza di lui non avremmo la lega razzista e i fascisti omofobi, xenofobi, illibertari al governo. Ha imbastardito la politica e ha diviso la società in due schieramenti: quelli che lo idolatrano acriticamente qualsiasi cosa faccia e quelli che lo vorrebbero morto (anche solo metaforicamente e sicuramente fuori dalla politica e dentro una galera): ormai, le cose sono al punto in cui non puoi non schierarti. Non siamo io e mio padre o quelli che la pensano come noi a dover provare imbarazzo  - e non lo proviamo infatti - ma è la gente come voi, che difende un individuo così meschino, losco, ridicolo e così andando. L’imbarazzo dovrebbe provarlo lui per primo, che è lo zimbello del mondo e che ha portato il nostro paese allo sfascio.

Tutto il resto, lo dico a Gip e a quelli che sembrano scandalizzati dal mio ragionamento, è chiacchiera e malafede. E “brave persone” non sono certo gli imbelli, quelli che stanno zitti e subiscono, quelli che vedendo il nemico della società ferito e insanguinato pensano: “oh, poverino”.
Giova ricordare, in questi tempi di revisionismo feroce, che “brave persone” furono invece quelle che di fronte al pericolo per la democrazia e la libertà a un certo punto lasciarono tutto, imbracciarono i fucili e si batterono per uccidere e scacciare quello che allora era il nemico.  Il che significa che essi quel nemico seppero ben riconoscerlo e certamente seppero astenersi da discutibili pietismi. Ed è a loro che dobbiamo la  possibilità di starcene ciascuno di fronte al proprio pc o sul divano o sugli sgabelli di un bar a discettare di cosa è giusto o sbagliato, di cosa sia la violenza e di cosa non lo sia. Il buonismo d’accatto, lo scandalo che vi viene dall’assenza di pietà che mostriamo verso chi ci è nemico in una situazione come quella che è sotto gli occhi di tutti, sono soltanto ideologia travestita da senso comune (e lo dimostra la violenza che soggiace alle vostre parole, la malignità con cui interpretate i pensieri degli altri, la ferocia dei concetti che esprimete).
E aggiungo, per chiarezza, che certo il modo di combattere Berlusconi non è quello di tirargli un souvenir in faccia. Come è stato già fatto notare, si tratta di un gesto che ha rilevanza penale e va considerato in quest’ottica. Ma Berlusconi bisogna comunque combatterlo in tutti i modi leciti: attaccarlo continuamente, tutti i giorni, tutto il tempo: dai giornali, dagli spazi televisivi che ancora restano liberi, dalle piazze. Bisogna ridicolizzarlo, farlo oggetto di satire e sberleffi, bisogna dare il massimo rilievo alle occasioni in cui la stampa estera la massacra. Bisogna condannare e stigmatizzare ogni suo atto, ogni parola. Cacciarlo dal posto che occupa ha ormai assunto, per ogni cittadino italiano fedele ai principi della Costituzione, i caratteri di un imperativo sacro.”

Così un giorno ci sarà qualcuno che arriverà in questo blog, come in tanti altri, e dirà “fatelo chiudere”, dicendo al service provider italiano che mi sta dando il dominio felter.it, che lo deve oscurare.Ma questo blog si vedrà ancora perchè anche il dominio robertofelter.com lo visualizza, e questo dominio è un ente americano che lo gestisce. Allora qualcuno chiederà ai gestori dei server DNS di oscurarlo.  Ma la gente utilizzerà il server DNS di FoolDNS oppure, se anche questo dovesse chiudere perchè italiano, magari passerà ai server DNS di Google, e l’8.8.8.8 sarà il nuovo simbolo della libertà. E se non sarà quello sarà qualche altro server DNS attivato ad hoc. Allora busseranno alla mia porta e arresteranno me. Ma sul mio blog continueranno ad apparire articoli, perchè io nel frattempo ne avrò scritti e memorizzati e il software li posterà automaticamente. E quando anche questi finiranno, ci sarà qualcuno con le password di questo blog o di altri, che continuerà a scrivere. E sarà come Zorro, dove non era importante la persona che stava dietro alla maschera. Era la maschera il simbolo della libertà.

Troppa libertà - diamoci un taglio

su segnalazione di Andrea Beggi

Ci siamo.
Parte on line il TAM TAM per l’evento che stiamo organizzando mercoledì 23 dicembre a Roma,
in piazza del Popolo, dalle ore 17 alle 19.
Io, Alessandro Gilioli, Guido Scorza (Diritto alla Rete Network), Luisa Capelli (Meltemi Editore), Gianfranco Mascia e il suo gruppo del No B Day, Pippo Civati, Claudio Messora e molti altri: tutti connessi per promuovere l’evento in Rete.

Ci sdraieremo in silenzio, per 1 minuto.
Poi disegneremo col gessetto la sagoma dei nostri corpi e scriveremo dentro il nome del nostro blog. Porteremo tanti bavagli bianchi.
Lo slogan sarà “Libera Rete in libero Stato”.
L’iniziativa è promossa Diritto alla Rete e dall’Istituto per le Politiche dell’Innovazione.
Fate girare ovunque sia possibile!


La forza del messaggio sta nel silenzio.
Nessuno può interpretare, manipolare, provocare.
Tanti corpi fermi a terra: il popolo della Rete in piazza del Popolo.

Diritto alla Rete (via puscic)
senti, non c’è nulla di interessante che mi riguardi. vado in una stanza e batto a macchina tutto il giorno.

isaac asimov da una intervista del 1975 sul national observer.

Scrittori famosi (via insalatadiparole) (via 3n0m15) (via toscanoirriverente) (via placidiappunti) (via mumblemumblr)

(via 11ruesimoncrubellier)

Questa frase e l’atteggiamento d’understatement di Asimov mi ha fatto venire subito in mente Ray Bradbury che scrive in Lo zen e l’arte della scrittura: “Ho imparato, nei miei viaggi, che se resto un giorno senza scrivere comincio ad agitarmi. Due giorni e mi vengono dei tremiti. Tre giorni e do segni di pazzia. Quattro e potrei benissimo essere un maiale che si rotola nel fango”.

(via seia)

di fatto chi è stato battezzato non può più tornare indietro. È come se i miei mi avessero impresso un tatuaggio da piccolo che non posso togliere nemmeno con il laser

Matrimonio e sbattezzo: il papa modifica il Codice di Diritto Canonico - UAAR Ultimissime (via xlthlx) (via 3n0m15) (via verita-supposta) (via coqbaroque)

A questo punto suggerirei di processarli. Mi sa che le basi ci sono.

(via emmanuelnegro) (via hardcorejudas) (via halbertmensch)

hneeta:

verita-supposta:

L’AGGRESSIONE DI BERLUSCONI E’ UNA MONTATURA (via lorisfede)

A prescindere dalle facili paranoie da KGB a me ogni volta che capita una semplicissima epistassi al naso mi riempio gli indumenti di sangue. Che cola copioso e ogni goccia crea una corolla di sangue. Dopo 30 secondi pare abbiano sgozzato un capretto. Appunto per un’epistassi. Qui non c’è sangue, mai. Neanche nel mento.

Climate justice now

“La polizia ha usato dei pretesti per arrestare migliaia di persone, centinaia delle quali sono state stipate in un recinto e costrette a stare sedute sul pavimento gelato per ore, mentre venivano picchiate”, continua Klein. Secondo uno degli organizzatori delle proteste, Tadzio Müller, i trattamenti che sono stati riservati ai fermati e agli arrestati sono stati degradanti: “Non è stato loro permesso di muoversi per ore, neanche per andare al bagno”. “Gli arresti e la gestione delle proteste da parte delle autorità suonano come un avvertimento: i danesi hanno cercato per mesi di costruire un’immagine positiva del summit, un ‘Openaghen’, cioè un incontro democratico e aperto. E ogni deviazione sarà repressa”, conclude Klein.

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