(via konrad)
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L’affermazione della sacralità della persona umana, più o meno esplicita nelle diverse società, si scontra sempre contro la dissacrazione di alcuni soggetti, contro i quali si perviene spesso al vero e proprio massacro, come atto finale e conseguente della negazione della sacralità dell’essere umano. È sacro il membro della propria comunità, non è sacro il nemico, che è possibile uccidere senza che ciò comporti colpa. All’interno della stessa società vi sono soggetti non sacri. I folli e i criminali rientrano in questa categoria. I primi non sono sacri perché le loro azioni sono imprevedibili, e quindi sfuggono al reciproco rassicurarsi che fonda la sacralità della persona all’interno della comunità; i secondi un tempo erano sacri, ma poi hanno compiuto una colpa che li ha fatti precipitare oltre la sfera del sacro. I manicomi e le carceri sono le istituzioni nelle quali tradizionalmente in occidente si è praticata la dissacrazione. Per il massacro, ci si è serviti degli ebrei e dei Rom. Oggi sono rimasti questi ultimi, a rappresentare gli uomini non sacri, gli uomini dissacrati e massacrabili. La loro posizione in occidente, e segnatamente in Italia, è del tutto simile a quella degli intoccabili in India.
Antonio Vigilante, Dal mio libro su Gandhi, pp. 33-34. A proposito di questo.
Veronique Meignaud [Cgunit]
Smiling Raccoon (via chidorian)
«Primaditutto io non credo in Dio. Sono ateo, non sono religioso. E non credo che esistano differenze tra ebrei e cristiani, sono solo nomi attribuiti ad alcuni gruppi che sono molto inutili al mondo. Non credo che tra le persone debbano esistere queste differenze, non credo in nessuna di queste religioni. Credo che le religioni siano soltanto organizzazioni, gruppi politici composti da ciarlatani. Ebrei, cristiani, musulmani… sono tutti uguali. Tutti a dirci di sapere quello che vuole Dio, come dobbiamo vivere la nostra vita. Vogliono la nostra fedeltà, i nostri soldi… Io, questi gruppi, li considero uno spreco di tempo. Sono soltanto l’opportunità di aderire a un circolo che esclude gli altri. Che ci dice: «Non sposare una persona dell’altro circolo, sii fedele alle persone del tuo circolo».
E’ puro sciovinismo, senza alcun tipo di sentimento religioso. Io non ho niente in contrario ai sentimenti religiosi personali. Tutti gli esseri umani al mondo possono provare sentimenti religiosi personali e un senso di trascendenza, nel senso che esista qualcos’altro, che esista un profondo senso della vita. Sono sentimenti legittimi. Io personalmente non ci credo. Molti, invece, sì e io li rispetto, ma questo non ha nulla a che fare con i gruppi organizzati, con le loro regole, con i soldi che ti fanno pagare, le usanze che ti fanno seguire, i vestiti che ti fanno indossare, le gerarchie cui ti fanno obbedire, e che ti docono poi di avere le risposte alla vita. Tutto questo io lo trovo veramente assurdo».Woody Allen
è un genio