La volontà fottitoria di Berlusconi la percepisco come un disperato e cieco slancio vitalistico, in una persona che probabilmente all’inizio si è messa in politica per difendere la roba, ma poi si dev’essere accorta che il potere gli faceva bene all’anima, procurandogli consenso e occasioni fottitorie, oltre che dargli la possibilità di non vedersi condannato a qualche anno di galera per i suoi illeciti, che ai miei occhi sono del tutto evidenti, se non altro nell’accanimento con cui evita di farsi processare, benché disponga di un collegio di difesa mostruoso.
Passerà sicuramente alla storia, se non altro per essere il primo uomo a rovesciare il paradigma della democrazia occidentale, che contempla una serie di promesse e di azioni capaci di ottenere consenso da un Paese che esiste in sé e per sé e prescindendo da chi di volta in volta lo governa.
Nel senso che secondo il canone classico è il politico che annusa e si adatta alla situazione e non viceversa.
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L’unica strategia vincente sarebbe smontare e riformattare il suo impero mediatico.
Inutile dire che allo stato attuale delle cose è anche una cosa impossibile da farsi.
Nel frattempo anche quelli che, come me, si credono immuni dal contagio, si stanno berlusconizzando, se non altro nello spreco di energie emotive che siamo costretti a disperdere in fastidio & disgusto, oltre che in un continuo lavoro di analisi e di scrittura su di lui, contro di lui.
Cheppalle, senti.
Francesco Pecoraro nei commenti qui
La metamorfosi
(via shipwreckd)
I don’t know why they call it heartbreak. It feels like every other part of my body is broken too.
Listen “Joan osborne what becomes of the brokenhearted” Download for free “Joan osborne what becomes of the brokenhearted” mp3
Mi chiamo James Ellroy e sono il più grande scrittore vivente di narrativa noir. Ho già scritto diciassette capolavori, ma Il sangue è randagio è il mio romanzo migliore. Se oggi tutti voi qui presenti lo comprate, riuscirete a fare sesso con chiunque lo desideriate, ogni sera, per il resto della vostra vita.
James Ellroy - il manifesto, 3 febbraio 2010
Ci rifletto da tempo su questa cosa, su quanto i libri possano aiutare gli uomini, scrivendoli, leggendoli, non fa differenza. Ci riflettevo perché da anni e anni sento scrittori, critici letterari, conduttori televisivi, giornalisti ripetere sempre le stesse frasi: “Scrivo per uscire dal mio inferno personale”; “scrivo per aiutare le persone”; “scrivo per salvare la memoria”. E i lettori e i critici ribadiscono gli stessi concetti. Identici. Solo dall’altro lato del foglio.
E pure io per anni sono caduto dentro l’equazione letteratura=salvezza. Anche io per anni ho abusato di questo pensiero, divenuto ormai un luogo comune
….
Allora, da tempo, mi sto chiedendo “ma un libro ci salva?”
“No!”
La mia risposta è no. Non ci salvano i libri, e meno ancora ci salvano i libri buoni.
La letteratura salva le persone?
Ho capito, documenti alla mano, perché il cardinal Oscar Maradiaga, la speranza progressista nell’ultimo conclave, ha appoggiato i golpisti. Dal ‘98 il governo gli passava un appannaggio per spese personali di 100.000 lempiras al mese in un paese dove molta gente non arriva a 3.000. Mel Zelaya aveva osato eliminare questo appannaggio e il cardinale gliel’ha giurata. Ci sono anche storie su ricatti dell’Opus Dei, ma non sono in grado di verificare.
Quello che è sicuro è che in pochi mesi di dittatura l’Opus Dei ha ottenuto la proibizione della pillola del giorno dopo e il carcere per le donne che abortiscono. E ovviamente tutti i finanziamenti di Zelaya per le questioni di genere sono spariti chissà dove.
Pennellate dall’Honduras
Tutti dovremmo essere concordi nel ritenere che i veri classici sono cattivi. Se non sono cattivi, non sono classici, sono delle mezze calzette. Fateci caso: Cervantes è cattivo, Dante è cattivo, Shakespeare è cattivo, Swift è cattivo. Secondo Berardinelli, Dante è più cattivo di Shakespeare. Ma secondo me Shakespeare fa più paura.
La cattiveria dei classici


